Il linguaggio delle materie usato da Eleonora è la testimonianza che anche il bijou può essere il terreno della rappresentazione espressiva più ampia: dalla denuncia all’estetica del recupero fino alla narrazione poetica, in sintesi le forme della comunicazione care all’arte contemporanea. Eleonora Battaggia è il genere d’autore che permette al curatore di valorizzarne la capacità espressiva.

Claudio Franchi


CRITICA

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“Equilibrio della forma,del colore, della scelta dei materiali, e una grande forza evocativa: da una natura aggrovigliata di immaginarie e intricate vegetazioni fino all’organizzazione della stessa natura rivisitata in geometrie assemblate come astratti cespugli di una città improbabile…Bijou o opera? Forse entrambi? Questa non la venderei, la conserverei nell’archivio storico di Caracol…”Claudio Franchi – storico e critico del gioiello e di arte contemporanea
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“Molta ispirazione giunge dall’uso dei materiali industriali di recente generazione, grazie ai quali il bijou diviene terreno di una ricerca particolarmente interessante. In questo ampio territorio Eleonora Battaggia autrice che si identifica nel marchio Caracol, affronta linguaggi dell’illusionismo materico. La plastica gommata, un polimero di complessa sintesi utilizzato per i tappeti recuperato da un campionario dismesso, viene tagliato e cucito a imitazione di un tessuto, con il vantaggio della tenuta di una struttura plastica dalla voluminosità generosa e addomesticata nella stessa tenuta della forma…”Claudio Franchi – storico e critico del gioiello e di arte contemporanea | tratto dal catalogo THIS IS BIJOU!
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“Traduzione dal vegetale alla fibra di tessuto, metamorfosi organica di un ipotetico accadimento della natura, una traccia dei percorsi della materia ottenuta attraverso l’intelligenza artigianale…. Complimenti, fortemente evocativa: ovvero, come dare forma al proprio racconto. Molti tuoi colleghi “presumono” di fare lo stesso pensando di fare gioielli…”Claudio Franchi – storico e critico del gioiello e di arte contemporanea
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“Filamenti di pioggia catturati dalla fertile mente dell’autore, materia altra fissata in avvolgenti spirali, memoria di quell’incessante tintinnio che modella le vesti al corpo ora pervaso da brividi gelidi…un bijou non è solo oggetto da vendere, ma pregiata elegia da trasferire in forma di emozioni…”Claudio Franchi – storico e critico del gioiello e di arte contemporanea

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L’opera di Eleonora Battaggia è tutta basata sulla lettura del “margine”. Il margine di Eleonora è la visione di uno spazio percepito dalla condizione privilegiata dell’esterno delle cose. Essere al margine significa collocarsi nel contorno, sul bordo, quindi con il sufficiente e critico distacco di chi aspira a nutrirsi della conoscenza senza essere necessariamente al centro dell’attenzione. Così Eleonora ritrova il valore dei materiali posti al margine dalla produzione industriale reinventandoli, si muove sul crinale di un pensiero posto al margine della natura riscrivendone gli esiti con la propria personale prospettiva, usa il linguaggio di un mezzo che appartiene al corpo ponendosi al margine tra gioiello, bijou e libera espressività.
In sunto il margine di Eleonora è il luogo di una semantica libera ma fortemente evocativa, stimolo del lavorio dell’immaginazione mirato a restituire il senso più profondo delle emozioni, per poi affidarlo alla materia arricchita di significati
Claudio Franchi dal catalogo VISIONI in MARGINE